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CALCIO A5 MASCHILE – L’AUR FA 13 E CONQUISTA IL PRIMO TITOLO DELLA SUA STORIA. LINK CAMPUS SCONFITTA 5-4. STEFANO CRISTALLI: “LA GARA CHE SOGNAVAMO. UN TITOLO SUDATO, MERITO DI UN GRUPPO UNITO”. L’ALBO D’ORO COMPLETO

AUR C5M - 2017-2018Roma, 2 maggio 2018 – Anche l’Aur entra nel club dei vincenti. Dopo 13 anni di storia dei Campionati delle Università di Roma, l’ateneo a stelle e strisce iscrive il proprio nome nell’albo d’oro di una manifestazione, quella del calcio a5 maschile per la precisione. La terza edizione del torneo, quindi, ha un nuovo campione: non è più il Foro Italico che aveva vinto le due precedenti stagioni, ma è appunto la The American University of Rome. Il titolo, il primo come detto per i Wolves, e quindi storico, è arrivato nella serata del 26...

 

aprile, presso il prestigioso impianto del Palatorrino, al triplice fischio della finalissima del Campionato di Calcio a5 maschile delle Università di Roma che vedeva contrapposta la formazione dei Lupi Verdi di mister Stefano Cristalli a quella della Link Campus, squadra attrezzatissima e con grandi ambizioni di vittoria del trofeo.

 

Ne è uscita una gara davvero imprevedibile fino al termine, con il risultato sempre in bilico: ma alla fine, forse, è stata la fame e la voglia, aggiunte alla maggior determinazione, a far pendere l’ago della bilancia verso l’Aur che, dopo tanti anni, conquista meritatamente una vittoria di grande valore e prestigio.

 

Non è bastata la doppietta di Simone Ferraris e i gol dei due Mostarda schierati dalla Link Campus, ovvero Lamberto e Matteo. Il vero protagonista della serata è stato Aiden Datene, che con una tripletta si è portato a casa pallone e trofeo. Un finale di stagione mostruoso per il bomber dell’Aur, non nuovo a exploit di questo tipo nella seconda fase a eliminazione diretta. Per lui vale la regola del 3: tre gol al Polo Didattico Bambino Gesù nei quarti, tre gol ancora al Foro Italico in semifinale e adesso quelli che valgono il trionfo. A completare la festa le reti di Willem Zaeyen e Zachary Winch.

 

Girandola di emozioni con la Link in vantaggio 0-1 e sorpasso Aur 2-1 a chiudere la prima frazione. Nella ripresa allungo decisivo dell’Aur con il 3-1 prima, il 4-2 poi e il 5-3. A nulla serve, se non per le statistiche, il definitivo gol che fissa il punteggio sul 5-4 per l’Aur. E può cominciare la festa per i Wolves americani, mai così in alto in una competizione.

 

 

Le immagini salienti del match andranno in onda in esclusiva nel corso della quattordicesima puntata di Pianeta Sport di giovedì 3 maggio 2018 sul Canale di Rete Oro News (210 Digitale Terrestre) dalle ore 22.15 (in replica il sabato alle 13.00). Vedi la puntata su www.pianetasport.tv

 

 

Nei giorni successivi il match, abbiamo intervistato Stefano Cristalli, allenatore dell’Aur, senza dubbio uno degli artefici di questo successo. Ecco cosa ci ha svelato.

 

Stefano, innanzitutto complimenti, sei riuscito a portare a casa un trofeo dopo 13 anni di attesa. Cominciamo però dalla fine: raccontaci la gara.

È stata la partita che ci aspettavamo, nella dinamica. Quella che sognavamo, per l’esito. Sì, perché quando si vince soffrendo, quando la vittoria ha il sapore del sudore, è tutto più bello. Infatti, è stata una partita in cui loro sono partiti fortissimo, mettendoci sotto e passando meritatamente in vantaggio. Poi siamo venuti fuori noi, pian piano, trovando prima il gol del pareggio e, allo scadere del primo tempo, il vantaggio del 2-1 con una combinazione a tre bellissima. Viceversa, nel secondo tempo siamo stati noi a partire con il piede sull’acceleratore, trovando immediatamente il gol del 3-1, che ha dato il via a una incredibile girandola di emozioni: Link che accorcia subito, noi che riallunghiamo subito dopo, portandoci sul 4-2. Partita chiusa? Assolutamente no! La Link, infatti, ferita nell’orgoglio ha cominciato ad attaccarci a testa bassa, trovando quasi subito il gol del 4-3, quando mancava ancora tanto, davvero tanto da giocare. Ci siamo difesi con le unghie e con i denti, sapendo soffrire insieme, e trovando addirittura il gol del 5-3 con un lampo del nostro bomber, Aidan Datenè, su una delle pochissime occasioni da noi create nella seconda parte del secondo tempo. La Link, mai doma, ha continuato a crederci, portando avanti il suo assedio, che però ha portato come frutto solo un altro gol, quello del definitivo 5-4. Una sofferenza, nel senso sportivo del termine, che poche altre volte mi è capitato di provare durante una partita: quei minuti finali non passavano mai. Credo che raramente la mia percezione del tempo sia stata così dilatata”.

 

Quest’anno il livello del Campionato è stato molto alto: oltre a voi, a competere per il titolo c’era una John Cabot ben attrezzata, il Foro Italico campione in carica e si è inserita la Link Campus con grandi ambizioni. Con tutta questa concorrenza, credevi nel titolo a inizio stagione?

Sì, devo dire che quest’anno il torneo è stato davvero avvincente, tutte le squadre potevano dare del filo da torcere. Ovviamente, nessuno poteva pensare che avremmo potuto vincere la competizione, me compreso. È anche vero che noi, come tutti sanno, ci stravolgiamo parecchio ogni anno, e anche all’interno della stessa stagione, dunque diventa davvero difficile fare delle previsioni e, tantomeno, darsi degli obiettivi realistici all’inizio. Poi, è chiaro che i rinforzi arrivati a gennaio ci avevano dato nuova linfa - senza nulla togliere ai ragazzi del primo semestre, che qualche punticino ce lo avevano portato - ma comunque la nostra squadra restava un gradino al di sotto di Foro e Link, nel complesso. Discorso opposto per la John Cabot: credo, infatti, che noi avessimo qualcosa in più di loro ma poi i derby sono sempre strani e alla fine abbiamo finito per perderli entrambi! Non dimentichiamo il gruppo del Bambin Gesù: hanno pagato la loro iscrizione “last minute” al torneo, per cui hanno tardato a trovare un’identità e un’organizzazione in campo. Nonostante li avessimo sempre battuti, si sono dimostrati tutt’altro che deboli e hanno avuto una stagione in crescendo e infatti la nostra vittoria soffertissima su di loro, un tirato 5-4 nello spareggio playoff, ne è stata la testimonianza. Sono sicuro che hanno tutte le carte in regola per far bene l’anno prossimo”.

 

Eppure l’Aur non era partita benissimo: appena 3 vittorie e 5 sconfitte nella regular season, con il quarto posto finale. Poi, però, la svolta con le vittorie pesanti nei quarti e ancora contro il Foro Italico che lo scorso anno vi aveva soffiato il titolo proprio sul più bello: cosa vi è successo?

Le due semifinali sono state due partite magiche, dove il nostro fantastico pubblico è stato uno dei fattori determinanti. Così come nella finale contro la Link, la nostra forza sul campo è stata la coesione del gruppo, dove ognuno ha lottato su ogni pallone, per se stesso o per aiutare un compagno. Questo stato d’animo ha fatto sì che ognuno dei ragazzi riuscisse a rendere più di quelle che fossero le sue reali capacità: ognuno di loro è stato influenzato positivamente dall’atteggiamento dei compagni. Un fuoco che si autoalimentava. E quando c’è questo spirito, anche la fortuna finisce per fare il tifo per te”.

 

La tua esperienza ha fatto il resto. Hai senza dubbio messo il tuo zampino in questa vittoria…

Sono sempre convinto, a maggior ragione in contesti come il nostro in cui c’è pochissimo tempo per lavorare sul campo, che l’allenatore debba avere spiccate capacità gestionali, più che tecniche nel senso stretto della parola. Infatti, gran parte dei nostri ragazzi viene in Italia solo per un semestre o meno, sono molto impegnati dal punto di vista accademico e, in più, partecipano a tantissime altre attività extra didattiche come viaggi, per esempio, per cercare di vivere questa esperienza all’estero nella maniera più intensa possibile. Questo vuol dire che il calcio rappresenta per loro solo una delle tante attività in cui sono coinvolti e, eccetto per qualcuno, neanche la più importante: per questo motivo non è semplice tenere tutti motivati, specialmente quando le cose non vanno molto bene. Il merito che posso prendermi, dunque, è sicuramente quello di essere riuscito a tenere il gruppo unito e motivato durante questa cavalcata straordinaria. In particolare, la mossa vincente credo sia stata quella di partecipare anche a un torneo esterno, tagliando quasi completamente gli allenamenti: per alcuni può sembrare paradossale, ma quando non si ha tempo per allenarsi per bene e lavorare sui dettagli, la cosa migliore è giocare il più possibile, al fine di creare, quantomeno, una “chimica” tra i giocatori. Ecco, questa può essere stata un’intuizione da parte mia”.

 

A questo punto ti chiedo di dare un voto alla stagione dell’Aur.

Non può che essere una stagione da 10, summa cum laude. Difficile dare di meno a una squadra che ha compiuto un’impresa del genere, contro qualsiasi aspettativa”.

 

E una menzione speciale per un tuo giocatore?

Per quanto non sia mio costume lodare i singoli, credo che questa volta sia impossibile negare l’impatto che il nostro numero 10, Aidan Datenè, ha avuto su questa squadra: un giocatore che segna 30 gol in 8 partite e con una leadership così spiccata, non si può non menzionarlo. E ringraziarlo”.

 

Hai conquistato un titolo da giocatore e poi da allenatore del calcio quando eri al Foro Italico, ora uno nel calcio a5 sulla panchina dell’Aur: messi su una bilancia, quale pesa di più tra questi trofei?

Sono molto contento per aver avuto la fortuna di vincere questa competizione in diverse “salse”, tutte importanti, per motivi diversi. Nel 2006-2007 (calcio) con il Foro Italico da giocatore, alla prima partecipazione della nostra Università al Campionato, con un gruppo fantastico e fortissimo di giocatori e amici, con molti dei quali ci sentiamo e ci vediamo tutt’ora. Nel 2011-2012 da allenatore, sempre del Foro e sempre nel calcio, alla mia prima esperienza da mister con un gruppo di adulti. Quella è stata una vera e propria palestra per me, dato che mi sono trovato ad allenare dei giocatori veri, molti con importanti esperienze nel professionismo, per cui, nonostante si trattasse di un torneo amatoriale, si è trattato di un bel banco di prova per me. E infine quest’anno, nel calcio a5 con l’Aur: questa è stata una doppia vittoria, perché arrivata con una squadra tutt’altro che favorita, per di pi§ in uno sport che in realtà è molto diverso da quello per cui mi sono formato, il calcio appunto. Sì, questa con l’Aur è decisamente la vittoria che pesa di più!“.

 

Dopo 13 anni l’Aur porta a casa un trofeo: pensi che ti dedicheranno una statua all’ingresso dell’ateneo? Scherzi a parte, è solo l’inizio per l’Aur?

Questa è una vittoria che arriva dopo ben 13 anni di bocconi amari, spezzati solo da qualche sporadica gioia, almeno sul versante maschile. Le ragazze hanno vissuto qualche momento di splendore in più, qualche anno fa ma, da quest’anno l’Aur ha investito su di me per curare in toto la parte sportiva dell’ateneo, per cui ci auguriamo tutti che sia solo l’inizio di una serie di soddisfazioni, che possano arrivare anche da altre discipline. Nel basket qualcosa si è iniziato a muovere, in termini di risultati, e siamo partiti anche con la pallavolo. Riguardo alla statua, chissà, purtroppo siamo nel Paese più burocratico del mondo, vediamo se riusciremo a ottenere le autorizzazioni necessarie!! Scherzi a parte, ci godiamo questo meraviglioso traguardo raggiunto, consci del fatto che sarà difficile ripetersi a questi livelli, ma sicuramente determinati nel voler ben figurare nei prossimi anni”.

 

 

ALBO D’ORO COMPLETO

 

2015-2016 → FORO ITALICO

2016-2017 → FORO ITALICO

2017-2018 → THE AMERICAN UNIVERSITY OF ROME

 

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