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“LA VOCE DEL LUNEDI” - INTERVISTA DELLA SETTIMANA CON ROBERTO BRANDI, RESPONSABILE DEGLI ARBITRI. “DIALOGO HA PORTATO A COLLABORAZIONE PROFICUA CON GLI STUDENTI. LEALTÀ SPORTIVA, RISPETTO E SANO AGONISMO SONO UN BENE PER TUTTI. PRONTI PER LA FASE FINALE”

Roberto Brandi 2019 1Roma, 18 febbraio 2019 - Sesta puntata stagionale della nostra rubrica La Voce del Lunedì che fa parlare voi e vi rende protagonisti dei Campionati delle Università di Roma non solo sul campo. Ospite della settimana è Roberto Brandi, Responsabile degli arbitri che dirigono le gare dei tornei di calcio maschile e calcio a5 maschile e femminile. Dall’alto della sua pluriennale esperienza nel settore – è membro dell’Associazione Romana Arbitri (ARA) dal 2005, quindi da oltre 14 anni – Roberto ci ha gentilmente dedicato parte del suo tempo e spiegato come è cambiato in questi anni il rapporto sul campo con gli studenti. L’ARA è composta attualmente da una sessantina di arbitri e dirige le gare dei tornei di calcio dalla prima edizione 2005-2006 dei Campionati delle Università di Roma, con un gruppo dedicato di fischietti composto da 30 unità...

 

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Roberto, in tutti i tornei di calcio si stanno già disputando le gare di ritorno. Facciamo un bilancio ora che la prima parte della stagione è in archivio.

È un bilancio sin qui da considerarsi assolutamente positivo. Come settore arbitrale ARA abbiamo fatto altri passi in avanti sia da un punto di vista professionale ma, soprattutto, perché siamo riusciti a coinvolgere nuovi arbitri che da questa edizione collaborano con la nostra associazione. Il clima che si respira nei Campionati delle Università di Roma è veramente bello: in primis dobbiamo ringraziare le varie compagini che hanno collaborato e dato un valido supporto al direttore di gara anche quando ci sono state decisioni contestate. Non ho dubbi che anche la seconda parte del torneo ricalcherà in pieno quanto di buono si è già visto finora.

 

 

A proposito di collaborazione, negli ultimi anni l'Ara è stata molto vicina ai giocatori, organizzando anche momenti di dialogo e condivisione di idee e perché no ascolto e scambio di opinioni con loro. Che risultati ha portato questo approccio?

Ottimi. Siamo partiti circa tre anni fa con l'introduzione di nuove regole nel calcio e organizzando degli incontri preliminari con dirigenti, allenatori e qualche giocatore delle varie rappresentative. Questo ha permesso di farci conoscere meglio, così da non essere visti solo come i ‘direttori di gara’ piuttosto come persone che intendono portare le proprie esperienze e condividere tutta una serie di situazioni con la sola finalità di continuare con una collaborazione proficua. In futuro continueremo a essere promotori di incontri o scambio di opinioni che possano sempre più avvicinare il mondo arbitrale, in particolare quello dell’ARA, al calcio giocato dei ragazzi universitari.

 

 

Cosa pensi che ancora si possa migliorare e cosa i ragazzi debbano meglio recepire, e quali invece i punti di maggior miglioramento riscontrati?

Gli studenti devono scendere in campo con la sola intenzione di divertirsi e di passare una bella giornata di sport anche perché praticano il calcio che è una delle attività più belle e complete che ci sono in circolazione. Devono rimanere tranquilli e fidarsi del direttore di gara che è sempre una persona come tutte le altre e può commettere degli errori, in quanto nessuno è infallibile. Però, ripeto, se c’è unità d'intenti e collaborazione si riesce tranquillamente a creare un clima sereno che mette in condizione il direttore di gara di esprimersi al meglio, senza nessun condizionamento negativo. Quest’anno finora tutto ciò è stato recepito senza alcun problema e noi direttori di gara ne abbiamo beneficiato fornendo prestazioni all’altezza della situazione.

 

 

Tra poche settimane si giocheranno le gare decisive a eliminazione diretta, l'esperienza insegna che nessuno vuol perdere e questo si traduce in un maggior agonismo in campo. Come vi comporterete di conseguenza?

Noi ci faremo trovare pronti come è giusto che sia, nessuno vuole perdere ma anche la nostra associazione arbitrale vuole uscire vincitrice mettendo al servizio di tutte le squadre professionalità, competenza e anche una preparazione fisica all’altezza dell’evento. Se l’agonismo è sano non ci sono assolutamente problemi, l’importante è che tutte le situazioni nel campo vengano vissute con lealtà sportiva, rispetto ed educazione. Noi arbitri dovremo essere bravi a far rispettare tutto ciò e onestamente non ho dubbi che anche quest’anno l’evento si concluda nel migliore dei modi.

 

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